Mi chiamo Franca Bernardi e nasco a Roma il 13 marzo 1946, ultima di quattro figli nati da mamma Tina e papà Alfredo.

Esordisco come artista muovendo i primi passi, in età preadolescenziale, nella scultura, in seguito riverso tutta la mia creatività nella lavorazione di particolari monumenti in perline.


Inoltre, non mancando una vena musicale nel mio animo, ho studiato canto, vincendo due festival per dilettanti. Ma la mia vera passione è la scrittura e ho iniziato ispirandomi ad una lite, scrivendo così la mia prima fiaba “Il bruco che si svegliò farfalla”.

La vena poetica l’ho scoperta qualche tempo dopo aver scritto le mie prime fiabe, quando, contemporaneamente alle filastrocche, elaboravo poetici versi oltre a divertenti rime per bambini. Adoro scrivere qualunque cosa mi passa per la mente, tutte le impressioni, sensazioni, pensieri ed esperienze, anche fatti o vicende vissute da altri, basta rimescolare il tutto con una buona dose di fantasia ed ecco nascere i versi. Poesie, commedie, fiabe, basta una scintilla per immaginare luoghi o scene, basta una parola o un colore e la creatività diventa un tutt’uno con cuore, mente ed anima. Quando questo avviene, qualunque momento della mia giornata è ottimo per creare, svaniscono fame, sete e stanchezza, ho solo bisogno di dare corpo alle mie sensazioni, di esternare quello che sento, nel minor tempo possibile per paura di perdere un pensiero, una sfumatura oppure un ricordo. Una corsa contro il tempo, per non dover subire il rimpianto di aver perso l’attimo creativo attraverso il quale posso esternare le mie sensazioni”.

 

Apparire e non essere,
essere e non sembrare.
Questo è quanto suggerisce la natura.
Quello che insegna

Non so perché ti ho amato,
ma è così.
Chissà quali elementi
han fatto scaturire in me tanta energia
da rendermi il respiro inesistente.
Forse la tua dolcezza, cortesia
o il tuo modo di fare accattivante.

Addio rosea chimera,
impalpabile come una nube sospinta dal vento.
La cenere del tempo
che spegne ogni abbandono

Mi sporgo dalla vita
faccio un balzo mentale,
verso quell’orizzonte
che non so disegnare
per mancanza di spazio
nei miei occhi.

Amore mio,
sembra che il corso dei miei giorni
senza te scivoli via,
inghiottito dalle rapide di un fiume in piena
che trascina nel letto dei suoi gorghi

Piccolo amore,
grande quanto l’immensità dell’universo.
Tu giochi con la vita,
fai i capricci.

Festosi colori brillano, ridono,
nel cuore del mondo.
Cantano per noi che recitiamo,
poesie da raccontare nelle storie di tutti.

Ho amato solo te, ti ho amato tanto.
Nel tempo che mi resta
scriverò dei miei sogni
trascorsi in un attimo di eternità.

Fili d’erba si intrecciano
nei ricordi di un tempo passato.
Quando, nei verdi anni,
il profumo della speranza
colorava di sogni ogni pensiero.

Sarai per me come un sorriso del sole,
ti imprimerai nella mia vita
lungo il sereno scorrere del tempo.
Tu, fiore del mio destino,
giorno per giorno
ti nutrirai di frutti,
generati dal mio amore per te.
Lieve sospiro del vento,
carezzando i miei sogni,
ti fai spazio nella mente.
Diventi musica, poesia, la mia realtà.
I tuoi baci sono gocce di luna,
vorrei restare abbracciata al tuo sorriso
fin quando il tempo non sfiorerà la fine.
Mi porgi la tua vita delicatamente,
sei tenerissimo,
come una tiepida folata di dolcezza.
Forse tu non lo sai,
ma per me sei il respiro,
fonte dell’esistenza,
fai parte del mio essere.
Ti sento crescere in me,
ogni istante mi regali la certezza.
Sei tu per me
la luce che non ho,
profumo di speranza,
desiderio.
Limpida estasi,
se tu fossi un’isola deserta,
sperduta nella vastità dei flutti,
vorrei naufragare,
infrangermi
fra gli anfratti di una dolce occasione,
la tua pelle.

Alessandro,
piccolo fiore sbocciato alla vita.
In te è nato l’amore,
la gioia ti guarda.
Lieve farfalla dalle ali spiegate,
tu fendi al futuro la tua serenità.

L’aurora vestita di rosa
viene alla luce partorita dalla rugiada
che la deterge amorevolmente.

Brillano le fiammelle
negli occhi del mio amore.
Ogni lacrima è una stella nascente
che si accende alla vita.
Freme il sussulto
di un’ennesima partenza,
per un luogo
dove il respiro è un gemito mentale.

Inventare la vita è un’esigenza,
ascoltare il profumo di un sorriso
che sorge lievemente sui colli della speranza,
è una limpida, tenue risorsa mentale.

Se un giorno lontano nel tempo
un remoto pensiero
ti farà ricordare quando eri con me,
scrivi il mio nome nel vento
ed anche in capo al mondo
egli ti ascolterà.