Foto di una trota

Questo è un tipo di pesca che non amo particolarmente, anche se in gare sportive, ho vinto un paio di coppe e altrettante medaglie. Il perché è presto detto. I torrenti sono veramente poco pratici per noi che non vediamo, molto meglio il lago, ma anche qui, catturare questo pesce non è facile.

Lo si pesca prevalentemente con il galleggiante, e anche qui siamo tagliati fuori. Diciamo che si possono praticare due modi, che possono dare i suoi frutti. Uno è la classica pesca a fondo, due la pesca a recupero. A seconda dei giorni, va meglio l'una o laltra. In tutta onestà non ho mai capito bene il perché. La trota vive quasi sempre in acque fresche e ben ossigenate, quindi nei torrenti di montagna, o in laghetti sopra ad una certa altitudine. Io conosco tre speci di trote. La fario, l'iridea, la giapponese. Siamo pronti? Io mi sono armato di pazienza, e della solita attrezzatura. Con il mio amico Smith, ed altri due pescatori, partiamo per una battuta di pesca, in un laghetto adibito a pesca sportiva. E molto presto, circa le cinque di mattina. Vedi il detto che recita: (Chi dorme non piglia pesci!) Giunti sul posto prepariamo le canne. Per questa battuta, ho scelto dalla mia attrezzatura, una canna telescopica di cinque metri con un mulinello medio, nella cui bobina c'é della lenza dello zero venti, e come finale ho messo dello zero sedici, sul quale ho stretto quattro piombini dello zero, e l'amo è del numero dodici, adatto sia per la camola e il comune lombrico. Intendo iniziare con la pesca a recupero. Più di un'ora e trascorsa, e non ho preso nulla, mentre Smith e gli altri, hanno gia catturato una decina di trote a testa. Decido di cambiare il finale e tipo di pesca. Vediamo se pescando a fondo il risultato migliora. Inserisco nella lenza madre un piombo scorrevole da dieci grammi, che blocco con un piombino del numero tre, dietro alla giunzione del finale, che è ancora uno zero sedici, l'amo lo cambio con un numero sette, quindi più grande rispetto al dodici di prima. Il sette è adatto solo per utilizzare come esca il lombrico. Lancio verso il centro del lago, e mi metto in attesa. Dopo venti minuti, la lenza, che tengo tra il pollice e il dito medio, si muove impercettibilmente. Aspetto. Trenta secondi, un minuto circa. La muovo!... Dapprima il filo si tende, poi ritorna lasco. Porco cane, questa è andata! Un imprecazione silenziosa mi sfugge. Tutto da rifare. Un altra ora è passata, e per mé, le trote sono rimaste dov'erano. Sto incominciando a stuffarmi veramente. Possibile che non ci sia il modo per catturarne una? Almeno quella della bandiera! Appoggio la canna sulla apposita forcella, e la lascio al suo destino. nel frattempo, preparo un altra canna fissa da quattro metri, dove inserisco un finale molto sottile... zerodieci, con un amo del diciotto. Impiego un pezzettino di lombrico come esca, e lancio a qualche metro dalla riva. In fase di risalita dell'esca, una trota mangia, e rimane agganciata all'amo. Baa, rimango al quanto sorpreso. Che sia la soluzione giusta? Non credo. Al secondo lancio prendo un pesciolino di piccola taglia, e un arborella. Cosa ne faccio? All'improvviso Mi viene un idea. Recupero la canna che avevo messo a fondo, tolgo il lombrico dall'amo, e come esca uso il pesciolino vivo, e rilancio, e la riappoggio sulla forcella, senza dimenticarmi di allentare al massimo la frizione del mulinello. così, se il pesce abbocca, incontra pochissima resistenza, e allostesso tempo mi accorgo che ha abboccato, dal rumore che fa la bobina girando su se stessa. La fissa la chiudo, anche perché e quasi ora di tornare a casa. Ma guarda un po', penso fra me e me. Mi sono alzato prestissimo per catturare una trota di ventitre centimetri! e ho speso quindici euro! vabbé, pazienza, andrà meglio la prossima volta. Sto rovistando tra la mia attrezzatura, quando sento il tric tric tric della bobina che gira. Eccola, la belva! Svelto prendo la canna, con la mano sinistra cerco di bloccare lentamente la lenza che scorre, e allo stesso tempo cerco di regolare la frizione. Ecco, ora la trota è allamata, e esercita una bella forza. sento che il cimino della canna si piega parecchio. Sento Smith che mi dice: "l'hai presa!" Di rimando gli dico. "me ne sono accorto!" "aspetta che arrivo a darti mano!" Ora non lo ascolto più, sono concentrato nel recupero della preda. La trota è un pesce, che a paragone con altri tipi di pesce di pari peso, non esercita una grande forza. La sua carta migliore per salvarsi, consiste nel salto per liberarsi dell'amo, ed è a questo che bisogna stare attenti, cercare per quanto e possibile, di anticipare le sue mosse, allentando, e riportare in tiro la lenza. Comunque, con un amo del sette non dovrei avere nessun problema. Quando arriva Smith, ho gia portato la trota sotto riva. Smith appoggia il guadino nell'acqua, e lo posiziona sotto di essa. Nel frat'tempo si sono avvicinati anche gli altri. Sento che commentano... "e la più bella di tutte!... sarà più di un chilo! La trota è fuori dall'acqua, dentro al guadino. Appoggio la canna perterra, dopo aver allentato il filo, allungo le mani per cercare il guadino, e per poi slamare la trota. E veramente un bel esemplare. Tolto l'amo la metto nel retino, e gli dico: "ben venuta a casa!

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