La temporanea sospensione di una realtà abitata dalla tua assenza, la liquidità sommessa e siderale delle notti senza luna, il cerchio che custodisce amori sospesi e trasparenti, la sfera che preserva l'eterna magia degli istanti, hanno azzerato le distanze che ti trattenevano sullo sfondo.

L'idea di una presenza lontana, che mi balena nella mente, per un solo attimo lucente, e poi scompare: troppo poco per afferrarla, troppo poco per farla mia... E il volerla ricordare, che senza pietà la risospinge via, ancora una volta... E ora che ti ho trovato, te ne vai; e ora che posso baciarti, la bocca si sottrae; e ora che riesco a sentirti, sei nulla; e ora che resto impigliata nelle tue maglie segrete, le lasci allentare: ma tutto questo non mi fa paura, perché dovrebbe, ormai? Il tuo respiro caldo e profumato, che mi bagna le ciglia tremanti nell'oscurità, si tramuta in mille perline di vetro che precipitano senza rumore negli occhi assetati di eternità...