A che servono i dolci brividi nel sorprenderci vicini,

a che servono i giorni infiniti vissuti insieme,

polverizzati nel riverbero appassito di un nuovo risveglio senza te,

liquefatti in un oceano di incantevole lontananza?

Dove sono finiti i teneri giocattoli gioiosi,

dove sono finiti i piccoli biglietti odorosi,

sparpagliati alla rinfusa nei troppi cassetti dell'anima,

stipati in fretta nei segreti scomparti della memoria?

In questa notte smemorata e pudica, userò per te una scrittura magica:

parole mischiate ai colori, l'alfabeto sfumato del desiderio sul quadro del nostro domani.

In questa notte immobile e fuori dal tempo, cifre casuali si sono ricomposte:

precisi calcoli d'amore, l'equazione perfetta di un incontro dettato da geometrie lunari.

Appallottolata dentro una quiete apparente, mi investe la gelida tormenta dei baci.

Nei silenzi, in quelli sì, mi sorprendo a pensarti,

le dita tremanti che dipingono il tuo corpo indifeso e nudo,

il caldo tatuaggio del desiderio sulla pelle fragile e assetata.

Mi bastava restare sveglia e guardarti mentre sognavi di me,

mentre cancellavi il mio nome con chi volevi, mi bastava guardarti,

e poi dondolare nel silenzio nebbioso che ti sei lasciato dietro...