Dove sei, amore? Mi manchi, di una mancanza distante e diversa, che pure sa sfiorarmi i sensi, e parlarmi di noi ogni giorno, e ogni notte. vorrei adagiarmi, raggiante e languida, tra le tue pagine più stropicciate, e leggere per te i racconti di un'onda, nell'estate lenta, umida di menta e basilico, e scoprire le sue note incerte e dissonanti, che s'inseguono l'un l'altra, come io ti inseguo.

Vorrei catturare il soffio profumato della tua voce, ormai sbriciolata nel ricordo, per indovinarla nella scia di certi sogni, appesi a una promessa intrisa d'infinito, per ricreare quella semplicità antica d'incastri, che da sempre mi condanna ad amarti. Vorrei decidere di non stare lontana dalla tua pelle che già mi sta chiamando, di aspettarti ancora nell'anticamera del viaggio che domani faremo insieme, di non cercare nell'acqua le risposte che forse non vuoi concedermi. Ma più di tutto, vorrei attraversare con te certi labirinti sensuali dove il silenzio non esiste, dove musiche notturne di flauto e pianoforte diventano sintonia di danza e di pensieri, dove l'eco indecente dei passi si stempera tra le lenzuola del giorno che comincia.