Ricordando la sera in cui ti incontrai, la sera in cui ti raccontai, la sera in cui scrissi per te i versi che avevi chiesto, la sera in cui le sillabe d'amore volteggiavano nel vento, complice la primavera appena sbocciata, quell'eterna primavera solo nostra...

Ricordando che carezzata dalle tue dita mi sentivo un pianoforte in attesa di note, mentre sorridevo al miracolo magnetico che eri, e ti avevo accanto in un modo solo mio, ma senza temere l'oblio della notte, la colla del desiderio che mi spaventava e mi seduceva, perché era bello estorcerti un bacio solo per addormentarmi nei tuoi capelli...

 

Ricordando i piccoli tufffi di felicità, il profumo notturno di quell'attrazione, le pause silenziose scolpite nella melodia che ci siamo scelti, che ci ha scelto, quando abbiamo impastato uova e farina, lievito di parole e note delicate di vaniglia, per farne torte da offrirci l'un l'altra, soffici e fragranti pegni d'amore...

 

Ricordando la gioia di assaggiare il tuo ritorno, sfogliando le pagine mai esplorate, tra gesti interrotti, incantesimi schiusi, pensieri sconfinati, dettagli indecifrabili, certe trascurabili interferenze del cuore che facevano di noi teneri amanti, finché, inguaribile cacciatrice di sogni, lasciavo che le lenzuola mi graffiassero la pelle...

 

Ricordando la rassicurante cantilena trafilata di quegli attimi solo nostri, la gioia di veleggiare tra lo sciabordio dei tuoi aromi indimenticati, mai sorda alle tue note, la curiosità di entrare nel tuo odore, nel tuo lasciarti semplicemente sognare, cullata dai ghirigori imperfetti della fantasia, dal sapore aspro e pungente del sonno...

 

Un ricordo ancora, diquando eri per me musica e silenzio dell'anima, e imploravo solo l'elettricità delle mani, anelando a qualche scheggia di eternità...

Un ricordo ancora, di quando amavo che l'iniziale incertezza delle labbra sfumasse in un bacio, e invocavo l'aiuto delle stelle pur di ritrovarti, disperdendomi infine nel vento...

 

Esotiche partiture scritte sul pentagramma imprevedibile dei giorni, ombre profumate di amori antichi e di tutti i fiori che mi recavi in dono, frutti carnosi troppo in fretta violati a spremerne con voluttà il succo...

Piccoli quadri appesi alle pareti della memoria, che resteranno miei soltanto...