Tra lo sgretolio, lucido e lucente, della notte nera e bianca, scura e chiara, verniciata con la neve e con la china, due boccioli, due barlumi di cristallo, accarezzano, ma senza far rumore, il suono, silenzioso, della brina.


Due parole, liquide e disperse, intorno agli occhi, ed è il segreto sortilegio della luce.

Danzando di notte, lievi, sulla sabbia, lo scricchiolio, dolce sotto i piedi, ci fa ondeggiare al ritmo di due grilli, che come noi, e per noi, intrecciano la loro danza segreta.
Un'eco di note sospese nel tempo...
L'eternità di un respiro che dura un istante...

Le parole si rincorrono, le frasi si accavallano, l'una sull'altra, intrepide... Tu, una voce di flauto, un sussurro sommesso, che incanta... E ora ti sento, sì, ti sento...
Stanotte ho strappato la luna dal cielo, l'ho tenuta in tasca, e poi te l'ho offerta, come il più prezioso dei doni.
Stanotte nessun altro potrà guardarla. Stanotte sarà solo tua. E tu, solo per stanotte, abbine cura, ammirala, parlale come solo tu sai fare, perché solo così io potrò raggiungerti, stanotte...