Silenzio, dubbio, vertigine... Inquietudine, abisso, oblio... Non c'è magia più sorprendente di quella che tra noi non si è compiuta. Non c'è amore più grande di quello che con te non ho vissuto.

Non c'è favola più bella di quella che per me non hai scritto. Eppure... Eppure, l'incanto di quella notte, non l'ho più ritrovato, non più, non con te, non dopo di te, no, mai... E nel buio echeggia instancabile la mia voce: raccontamela tu, quella favola a metà, quella che avevo immaginato ma, lo so, senza più il suo finale; credi, per me conta ciò che proverò ascoltandoti, mentre danzeranno le parole, per me soltanto. E quando le pieghe del tempo mi spezzeranno i pensieri, spargerò la cenere dei sogni su quelle memorie segrete, renderò eterno quell'istante dall'esile profilo, un velo strappato, una conchiglia in frantumi, un brivido insperato e flebile, una scintilla diafana ed eterea. Ora lo so... È il destino, coi suoi battiti d'ali, a creare gli incontri; ma siamo noi, coi nostri voli, a farne una vita, un istante, un nulla...