Ti scrivo così, al buio, coricata su cuscini finemente intessuti coi merletti della notte.

Scivolano sui fogli soffici accordi d'arpa a comporre promesse e addii di carta.

La tua pelle mi suggerisce fragranze di legno e cannella da cui nascono pause e parole...

Abbandonerò solo per poco i folli equivoci dell'alba e i miei sogni mai risolti.

Per te mi vestirò di versi di piume e voli di farfalle e cuoricini di fiaba.

Lascerò sgocciolare allegri ricami d'acqua su una passione che immagino nostra.

 

L'amore, se potesse scegliere, e afferrare il mio volerti fra le cose possibili...

Perché era un bacio conosciuto, un bacio di frutta e di cristallo, un bacio aspettato.

Perché erano i petali dell'estate, che parlavano delle nostre distanze, mentre provavo ad amarti.

 

Io, che m'innamoravo degli intervalli piombati all'improvviso tra quelle fragili attese, e frugando a dita ansiose le forme arabescate dell'assenza, ti inseguivo tra i cunicoli dell'anima, ricordando ancora il suo sapore...

 

Io, che nuotavo felice nella laguna rassicurante dei tuoi sogni, e sapendo che solo risvegliandomi con te accanto sarei tornata dolcemente a galla, col buio che si faceva sempre più mio, notte nella notte...