Pallide macchie di eternità pennellate a caso dalla sua mano acerba, a dar forma a un giorno qualsiasi. Incerte le sue dita che scorrono sul foglio, a cercare un punto indefinito dove il colore si è rappreso.

Una lieve scia di cristalli di brina scolpiti nella neve, a dipingere i suoi messaggi. Lugubre risuona il lamento che proviene dall'interno, fino a scuotere i più impensati recessi di quest'anima. Occorrono braccia robuste per sostenere il peso di tanta tristezza, ma so con certezza che le mie non lo saranno mai abbastanza. Poi, di colpo, mi sveglio, il quadro muta le tonalità, si disfa, e tutto appare di nuovo com'era: la stanza calda, accogliente, avvolta nella penombra di una tenda appena scostata, ancora profumata di noi... E io, accarezzandolo con infinita lentezza senza quasi sfiorarlo, sorseggio beata il suo immobile sonno. Accade a tutti noi di esprimere un desiderio, almeno una volta nella vita: soffiando sulle candeline di una torta, osservando casuali ciglia che volteggiano nell'aria, gettando una monetina in una fontana, sorprendendoci per la magia di una stella cadente... E accade che qualcuno di questi desideri, magari il più insperato, si avveri a volte. Cespugli rotolati nella polvere, spighe di frumento che si gonfiano rigogliose, il risveglio repentino dei sensi sopiti, i colori rosati delle nubi nella più torrida delle estati... E infine noi, senza tregua legati dalla medesima dolce inquietudine, da un bisogno cieco di crearci illusioni e sogni che armoniosi si susseguono... Certe notti d'amore non hanno memoria, eppure, per sempre, respirano nei ricordi di chi le ha vissute.