Ma è davvero così sbagliato abbandonarsi al torpido abbraccio di un sogno? Una manciata di aneliti verso un'esistenza che troppo ci manca, che forse mai ci è appartenuta, che abbiamo creato per poterci illudere... Un dolce interludio all'unica realtà possibile, che tutta ci appartiene, che il tempo ci ha costruito intorno... Una musica rubata dal cuore mi distoglie per poco dalla simmetria e dalla staticità del momento.

Colleziono gli ultimi scampoli di memoria per camuffare la vastità delle mie ossessioni. Una folata trasparente di tristezza vela i miei occhi, pozzanghere d'infinito. Provo a regolare sulla linea dell'orizzonte l'apertura delle grandi ali che mi portano via da te... Sì, con te è stata felicità autentica, che la vita seguente mi ha prosciugato. Tante sono state le energie che ho vanamente dedicato al rimpianto... Amore... Trionfo del caso, somma di cose, che gli anni vissuti, le parole dette, le poesie composte, non potranno mai spiegare del tutto: l'esistenza, quella soltanto... Un regalo insperato del destino, una piccola promessa sussurrata a fior di labbra, un'ipotesi da coltivare nel respiro gentile della speranza, pochi lampi di un'estate passata in un soffio... E poi, la felicità così vicina nel dolore, ma così lontana nella memoria, da sembrare non esserci stata mai... E mollemente si appannano i pensieri tra solitudini di cotone. E nell'aria galleggia la sinuosità struggente di un'età ormai passata, sfumata in una patina d'aurora.