Piacevolmente immersa nel silenzio dei miei passi, mi inoltro furtiva fra i castelli incantati della memoria, alcuni squallidi e disseminati di rovine, altri che si nutrono ancora del loro antico splendore.

Sfoglio allegra una dopo l'altra fruscianti pagine di vento, muovendo agile le dita calde di sole, umide di luna, cercando nel riverbero di un bacio mancato la parola che ha posto fine a tutto. I vascelli di quel cuore in frantumi stancamente veleggiano, complice un mare indifferente e carico di flutti, reclamando a gran voce invisibili approdi. Ah, potessero esserlo queste braccia, che pure senti schiudersi, come piccole e fragili ali impazienti di spiccare il volo... Solo un misto di essenze fruttate, miele e spezie, gocce preziose che danzano dentro piccoli bicchieri colorati, a placare questa sete, ad alleviare quel distacco. Di un amore conficcato ormai nel cervello, è rimasto lo scheletro, solitario e indifeso, che io ho foderato di ricami in versi e intarsi di parole, per proteggerlo, se mai un giorno ne sentirai di nuovo il richiamo...