E ora, non mi rimane che aspettare un cenno che mi inviti a riprendere la danza da dove l'avevo interrotta, non mi rimane che baloccarmi coi rimasugli sparsi di un amore che mi ha tolto la freschezza e i sorrisi, non mi rimane che il peso della notte, delle domande senza risposte, di un tempo muto, non mi rimane che una scia di piccole, magiche stelle, esili tracce d'incantesimi.

Appesa a fili incorporei di schiuma e vapore, le dita grondanti di carezze, tra il vento e la paura, sento rumori lucenti bruciarmi le guance come gocce di limone schizzate per gioco, una pioggia tiepida e silenziosa che ammanta tutto di malinconia. Ah, non ti avessi mai conosciuto... Anziché rianimarmi, mi hai uccisa... E ora, non so come vivi, quali strade percorri, né con chi intesserai le tue trame complicate e immaginifiche, né tantomeno per chi cucinerai le tue ricette più gustose. E so che neppure per un istante hai aspirato a prendermi il cuore, soltanto a conquistarmi i sensi. E so che se qualcosa di noi ti è rimasto non è la dolcezza dei giorni, soltanto il tormento delle notti.