È bastato il gelo di pochi inverni a ibernarmi il cuore.

Sono bastate quelle sottili ali di ghiaccio a tagliarmi l'anima.

È bastato l'odore penetrante della neve a disperdere l'amore.

Ma le mille combinazioni mutevoli e colorate nel caleidoscopio notturno,

anticipando i sussulti della luna, hanno carezzato la ferita, affinché si rimarginasse,

con la sanguinante tenerezza dei tuoi giorni, piccole fette di tempo da riempire di noi...

Ed ero pronta a tutto, pur di infliggermi, ancora una volta, qualcuna delle tue carezze, trepide e languide,

ridotte alle dimensioni minuscole dei riflessi slavati di un fuoco lontano, ormai altro da noi...

Avvolta nella calda calma della sazietà, posso adesso sentire il raffinato, prezioso tessuto della pelle,

la bocca plasmata solamente per me, pensieri e sensi, da sempre scissi, finalmente fusi...

Appagata infine, abbraccerò i miei misteri, quell'amore da nulla fiorito tra piccole cose,

la nebbia acquosa e impalpabile di una passione non ancora sopita, mai dimenticata, non del tutto consumata...