Mentre svaporano incostanti le tinte del tempo, dalle sue lontananze giunge speziata la tua voce... Mi chiedi di questo amore, un elastico che si tende all'infinito senza mai spezzarsi. Mi chiedi di questi occhi gonfi di una torpida malinconia, cieli stellati striati di luna. Mi chiedi di questa musica che vado suonando, indistinta polifonia di uccelli innamorati.

Ma ignori tutte le lacrime che ti ho nascosto, i desideri inespressi, gli oggetti che costellano la mia vita... Una eterna girandola di minuscole parvenze a comporre i giorni del tuo abbandono... La gioia di un fiocco di neve che dall'alto volteggia fino a posarsi furtivo sul viso... Piccole sfere di fuoco che mi cadono addosso senza far rumore... Quest'olio prezioso di cui mi cospargi, balsamo per la mia pelle già stanca, lenisce le mie angosce. Provo a immaginare il finale riservato a quella storia, la speranza in fondo a quello sguardo, l'orecchio devoto a quella melodia. Ma brevi note a margine restano ancora da scrivere...