Ho rimandato l'appuntamento con la notte, mentre risuonavano teneri ritornelli di seta, e indovinato note lontane che rimbalzavano sul domani, e scritto la fantasia del mare con fili di paglia, per perderti tra favole antiche sfuggite agli echi taciturni dell'onda, per ritrovare il piacere agrodolce sepolto negli enigmi della sabbia.

E lì dove sai, dove sa la poesia, lei che ti attende nel buio, Lei che ti legge dentro, che ti svela nella quiete di promesse senza tempo, avvolte dalle nuvole, mi racconterò per te con le parole che cerchi, che il corpo attende.

 

Perché quel mare conosce la tua musica, combinazione sapiente di note e conchiglie.

Ed è lì che mi piace rifugiarmi, quando ti vengo a cercare nell'allegria della sera, quando torni a mancarmi, quando amo averti per me vestito solo di pensieri e incanti.

 

Forse un giorno vorrai ancora visitarmi la pelle oltre l'orizzonte magnetico delle carezze, forse mi immaginerai nuotare senza temere scogli e incertezze con te tra le mani.

Perché la notte già risuona di te... Perché, forse, sei tu quel mare...