Le dune, modellate alla rinfusa dal vento nel più sconfinato dei deserti... Grotte e crateri, scavati in profondità dall'abile pazienza dell'acqua... Piccoli pezzi di corallo, scaraventati sugli scogli dalla violenza delle maree...

La follia sotterranea e irreale che mi cresce dentro avanza controvento per condurmi da lui. Nelle trasparenze caotiche, al ritmico pulsare di una colonna sonora, come una radio in sottofondo, la furia degli elementi mi accompagna nel cammino, rendendolo sempre più tumultuoso. Poi, d'improvviso, la notte, come il guscio di un uovo che si schiude, picchiettata di luci... E rimango così, rannicchiata tra ombre di parole, in attesa delle sue essenze versate a gocce, a sfogliare quel piccolo mazzo di margherite, petalo dopo petalo, fino all'ultimo... L'ultimo, insperato, impalpabile petalo, l'amore... Un succedersi di oscurità e di luci incantevoli, una giostra in perenne movimento, un continuo perdersi e ritrovarsi, un fiore che si apre al mattino, una frase non ancora pronunciata, una lista di cose sempre nuove da fare, un'onda impaziente che s'infrange senza speranza, la memoria incancellabile dei dettagli, la tirannia glaciale del tempo indocile al piacere, una polifonia di sentimenti incrociati e incrostati, il ritmo avvolgente e immortale di una promessa, spigoli taglienti di un coraggio che non c'è più ma che ha lasciato il segno... Tra noi, ormai, solo lo spazio di un sospiro...