E perché ho scelto ancora di desiderarti, di volere l'incantesimo di labbra incostanti,

e il fuoco nei pensieri e il ghiaccio dell'assenza?

E perché resto cristallizzata nell'istante in cui il mio cuore iniziava ad appartenerti,

e timidi riflessi di te pennellavano di eternità il tempo e le stagioni?

E se è stato un attimo di vento a scompaginare la mente, se sapevi chi ero io, se volevi chi ero io,

quale magica essenza potrò inventare, che ci restituisca l'intimità del nostro piccolo nido?

Per quanto tempo ho lasciato che galleggiassi tra le mie lacrime,

che piccoli pezzi di te si appiccicassero ai ricordi, si stagliassero nelle parole...

Quante volte, ancora impregnati di umori e sospiri,

abbiamo lasciato che l'oscurità si sciogliesse nell'abbraccio incantato dell'aurora...

E com'è stato bello quando ho dormito con te tra le cose di una sera, e ho visto d'un tratto i nostri sogni che si univano,

e ho assaggiato il tuo bacio bagnato d'alba, e ho lasciato che note melodiose si impigliassero tra i capelli...

E per quanto tempo sono rimasta seduta ai margini della notte, in una smemorata felicità, accarezzata da un filo di vento,

desiderando il suo buio e nient'altro, arrendendomi alla carezza di giorni chiari, sempre più lontani...

E sarà questo mio strano viaggio con te a condurmi lieve, là dove tutto è cominciato,

a tracciare le linee infinite di me, da sempre amante di un solo amore,

a ricamare i miei giorni giovani, fin quando potrò stringere a me la tua assenza...