Teneri, frenetici incantamenti, versi ineffabili ancora da scrivere, ma sussurrati già nell'incavo confortevole di un sogno primitivo...

Perché in segreto, una notte, al di là delle mie solitudini ti ho prescelto...

Perché sei l’eccitante minaccia alla quiete dei miei giorni, i giorni che già ti portavano via...

 

Te ne sei andato tra i petali di un mattino sfiorito da troppe, frettolose assenze.

Sono sgusciata fuori dal tuo profumo, per scaldarmi al dolce fuoco della tua musica.

Ma tu lasciami l'abitudine di tornare, se già mi manchi da far male.

 

Fruga tra le mie tenere pieghe, quello spazio che sa solo di noi.

Fai tua ancora una volta la scommessa atavica dell'amore. Afferra questa notte con dita febbrili, sprofondate in fiotti di eternità.

 

Da lontano, intuisco il respirare della tua anima, i lineamenti della pelle, e, inebriata, mi sento addosso l'odore del mio desiderio.

Sarà colpa della notte e delle tue labbra e dei sogni ancora coricati al mio fianco? Sarà per quei cassetti custoditi e poi violati, quei destini cercati e poi traditi?

 

Versami addosso le bevande dell'estate, un'estate troppo breve, lasciami sorseggiare note intense zuccherate di vaniglia, prima che le labbra prendano a sillabare sommessamente confessioni ammiccanti senza ritorno, prima che diventino melodie noncuranti e lente spruzzate nel crepuscolo.

 

Assaporami con lentezza, come invitante polpa di mela.

Prenditi cura dei miei silenzi, concedimi il sonno più morbido di cui sei capace.

Dormi sui nostri baci, miscugli indistinti di sensualità e tenerezza.

Solo memorie lontane, strati di profumi in ondate indecenti a frantumare l'attimo...

 

E scriverò per te quei piccoli versi ascoltandoti ridere, intrecciando sogni e ricordi, scegliendo lettere sconosciute...

Quando ci sfioreremo di nuovo, amanti contrastati dal volere di una stella...

Quando ti cercherò senza mai incontrarti, gridandoti amore poco prima che faccia giorno...