Da quel piccolo spazio nostro, in cui non siamo noi a decidere come amarci, né quando né dove, mi giunge il sapore ovattato del tuo bacio lieve, mentre schiudi gli occhi su un pigro gioco di labbra.

Solo qui avrò per te, lo sai, abbracci inconsueti, carezze mai concluse, parole annodate con mano morbida tra la seta della musica e un tenue profumo di frutti.

 

Rimani qui, amore, dove piove la notte, anche se è troppa notte, inevitabile notte...

Rimani con me, e io racconterò le ore trascorse in un folle attimo di te...

 

perché avremo la nostra notte colorata di panna, e ruberemo per noi versi brillanti di buio... Perché ti ho amato lontano, troppo lontano forse, tu che non eri gli altri, tu che sei quel sogno...

 

E se nel sogno si celano tutte le attese, la lavagna degli incontri e degli addii, dammi un istante che sia solo amore, sfiorato da nient'altro che non sia un sospiro, dimmelo ancora che senti una musica lontana muoversi dentro, mentre lento il ricordo di me prende il volo.

 

E sono storie diverse quelle che so raccontare sulla tua pelle, racconti che alternano quiete e tormento, graffi di seta e carezze spietate.

Ma potrei scrivere di te quel che mi dice questa ennesima alba lungamente attesa?