E tu, chissà dove sei, quando la notte intesso trame d'estate allacciate al tuo nome, e mi abbandono alla nudità inconsapevole del silenzio, per uccidermi ancora di te...

Forse nell'odore che hai lasciato tra i pensieri addormentati, nell'ipnotica malinconia che colora la tua musica, o tra le fotografie sparse della nostra prepotente intimità?

Perché ormai tutto di te respira dentro questo letto di piume e lacrime, dove sarebbe così dolce riposare, dove amo pensarti, dove continuerai a mancarmi, mentre un'orchestra di stelle e gelsomino improvvisa una ninnananna per farti tornare...

 

Dentro quel piccolo istante infinito, somma di te e dei sogni che hai abitato, seccano le labbra all'idea di averti già perso, col vento caldo che mi percorre di brividi, e tacciono i versi d'amore tatuati sulla pelle, nel magma del desiderio che mi incendia le guance.

Allora non mi rimane che correre a specchiarmi nel biancore rassicurante del plenilunio...

 

Ed è così che la carezza insperata del sonno saprà sorprendermi negli occhi e nelle membra, solo così assaporerò l'allegria di cadere nell'abbraccio insolente dell'alba, e stringerò tra le dita quel profumo umido di mare e di eternità, di rugiada e di te...