Quando anche tu mi amavi, pensavo sempre che subito dopo di te sarei morta. Quando anche tu mi amavi, pensavo sempre che senza di te non sarei vissuta abbastanza. Ora che non ci sei, ora che mi trascino a vivere, come lo saprò, quando dovrò morire? Inespressa, la felicità che a tratti ho provato accarezzando paziente il tuo corpo.

Inappagata, la voglia di te che si consuma offrendomi in dono una risata spezzata. Indefinita, la magia di attimi che mi riporteranno amari a questo lembo di realtà. Camminavo, agile, nella notte chiara, intrisa degli aromi pungenti dell'estate, mentre il mio volto, pallido, si tingeva di suoni e ritmi colorati, finché minuscoli fiori, strappati, ricadevano su di me in uno scroscio festante. Impetuosi mi assalgono i ricordi, ne porto impresso l'odore, il sapore sulle labbra, si ammucchiano come conchiglie al mattino calpestate da passi incuranti su una spiaggia umida, complicando col loro brillante riverbero l'opacità di una spietata incoscienza. Le dita tremanti, lancio i dadi che un tempo mi hai donato per giocare al futuro... Gli occhi annebbiati, osservo i numeri che m'incatenano a un amore nato già finito... La mente sgombra, mi concentro su una storia sporcata da quell'ultimo inganno...