Sento a tratti riaffiorare il vuoto solido, elastico, di quel bacio lasciato chissà come a brillare sulle labbra, il vuoto compresso, che mi inghiotte e mi sostiene, di quel nostro bacio misteriosamente inanimato.

Solenne hai sparso nell'aria balsamiche fragranze orientali, un frastuono di petali a ricoprire il pavimento. Ci siamo offerti l'un l'altra piccoli frutti blu, saturi di destino, mangiandoli piano per non disperderne gli umori più preziosi. E ora le tue mani mi dicono di fidarmi, di non resisterti, di abbandonarmi, il folle messaggio delle dita, che frugano tra le mie braci incandescenti. Un semplice biglietto frettoloso, una manciata di parole rapite, fatte scivolare furtivamente dentro una busta e subito dimenticate. Ammiccanti, gli occhi crepati dalla tristezza sorridono alla tua lontananza, da sempre ingordi delle tue lacrime mai versate. Una sensualità totale, fortuito miracolo donato dall'amore, smembra inarrestabile ogni desiderio rimasto inappagato. Il caleidoscopico, temporaneo dissolvimento delle leggi del tempo e dello spazio, strani accadimenti... Il baluginare lento di lustrini di stelle dentro il buio smagliante di luna, scritto sulla pelle a lettere di fuoco...