Accarezzare visioni mattutine che sembrano velluto sgualcito... Bramare la sagoma di una bevanda che odora di pesca e sfuma nel viola... Un momento magico, per assaporare il rumore del silenzio, e diventare ghiaccio... Lo vedo giocare col fuoco, e trattengo il respiro, mentre le scintille danzano sulla sua pelle, come lucciole appena nate, vissute un intenso minuto, e spirate con la fine dell'estate. Un mondo perfetto:

occhi truccati di blu, un letto rosso, come il desiderio di colmare il vuoto di una fotografia, in cui è sempre estate e sempre luce. Ubriaca di sole amaro, partirò per questo lungo viaggio, come una donna. Arrampicata sull'orlo del nulla e oltre, nutro il giardino dei sogni, ma appassisco nella terra arida. E, invisibile, invento una favola, e ricucio le sue ali d'angelo, incurante del dolore sulle dita, purché lui possa volare. Il lenzuolo di fumo e caramella giace sgualcito sul letto, intriso di profumo, sfilacciato di desiderio, ma forte come la seta di un ragno, scivola via da sotto il mio ventre. Asciugo i diamanti che sgorgano dai miei occhi, e mi sveglio. Leggera, m'incammino lungo le sponde del lago del tempo. Inquieta, guardo riflessa nelle sue acque l'immagine di me che non conosco. Complice, afferro un lembo del cielo e affretto il passo. Avida, mi offro alla notte per l'ultimo bacio. Liquida e arrendevole, mi dissolvo piano al richiamo della sua voce come soffice schiuma tra dita tremanti. Accarezzata dai colori tenui del vento, la corolla si dischiude e trabocca di nettare, che sgorga copioso. Piccoli scatti d'infinito, ma è troppo breve il canto che ci accomuna...