Cerco il senso di questi echi di parole spezzate, il senso di noi, di noi che ancora ci teniamo per mano nonostante tutto, tutto questo nostro rincorrerci, rincorrerci per i boschi, i boschi della nostra infanzia, l'infanzia sospesa, sospesa in un vuoto senza senso, Il senso di un misto di istanti rubati e di trepide attese, di una foto da tenere appesa in un angolo del cuore...

Il cuore, col suo ticchettio che ascolto al contrario nel giradischi della mia vita, a comporre un messaggio segreto, di cui solo noi possiamo decifrare il senso... Il cuore, come una immensa torta di compleanno: impietoso affonda il coltello, una fetta dopo l'altra, per chi amo. Lentamente si dissolve, il sapore, dolce, nella bocca. E poi, per me, più nulla, solo questa febbre, che consuma le mie notti di desiderio... Mi faccio notte col ricordo di te, mi vesto dei suoi profumi. Ecco la rosa azzurra dei miei desideri: la nutro coi sospiri, accendo al suo fianco una candela, che brucerà con lei... Ascolto le canzoni, leggo le lettere d'amore, odo i discorsi. Un vento da nulla mi scompiglia i pensieri, distogliendoli dal grigiore dei contorni... Ma la tua mano ha disegnato una traccia sottile sul mio cuore: quei boschi, la rosa, e una candela. E io lascio che sia tu a guidare i miei passi...