Incessante, l'idea di te ha attraversato intatto secoli e oceani, un pensiero di luce intagliato nella mia anima troppe volte violata ma mai sazia di risposte tempestose. Dettagli, accadimenti di scarsa importanza, contorni teneri e sfumati...

La ferocia della memoria, soffusa delle tue note più struggenti, scatena un temporale di emozioni, che quando infine passa non lascia dietro di sé che echi soffocati vibranti di un illogico desiderio. In quel luogo, in quella notte fuori dai confini del mondo e del tempo, hai accarezzato le parole con dedizione e meraviglia, le dita frementi sul mio corpo; le hai accostate l'una all'altra, immagini speculari dei baci che ci siamo scambiati; hai sfiorato ogni frase per farla tua, a comporre il più armonioso degli amplessi. Poi, senza scampo, sei scivolato dentro di me con violenta dolcezza, la stessa con cui le parole scivolavano liquide nelle profondità della tua anima. Dentro scatole apparentemente vuote, come stanze disabitate, dietro i muri trasparenti del caso, si cela un dolente racconto scritto sulla carta, inciso nella carne, scandito tra voli e sogni. Per ogni lampo d'amore che ho intravisto balenare nel tuo sguardo, un minuscolo frammento di me ha scelto di staccarsi per venire a rischiarare il tuo cielo. Ma se poi l'incendio divamperà e ti consumerai in una notte, gocce amare di cenere cadranno silenziose sulle dita. E se al mattino timoroso rifuggirai i palpiti di una nuova alba, inconfessabili si insinueranno in noi i segreti incorporei del tempo.