I chiarori lontani di una timida stella tremula velata di lacrime, il tenue profumo di vaniglia sospeso nell'aria e nel tempo, un liquido gioco di riflessi, un piccolo tappeto di luce cremosa e avvolgente.

Le piccole felicità solo intraviste, le occasioni lasciate lì ad aspettare, l'incontro soltanto rimandato ma scritto da sempre nelle sabbie mobili delle nostre storie. Ruscelli amari scorrono trascinandomi con sé insieme all'intimità di attimi sepolti. Potrà mai tentarti la dolce calamita di quelle correnti impetuose? Ma se anche non ci sarai durante un temporale che scuoterà le fronde e i capelli, se anche non ci sarai a impregnare del tuo fascino lunare gli occhi e i giorni, se anche non ci sarai a fugare con dolcezza le sottili paure di cui da sempre amo circondarmi, se anche non ci sarai per scioglierti piano al suono di un ricordo che da troppo tempo non riscalda più, mi nutrirò delle parole levigate dalla ruvida inpazienza di un mare complice, farò mia l'inutile perfezione delle armonie che ci hanno tradito, mi ritaglierò un piccolo angolo di magia dove giocare col tempo è ancora possibile, aspirando la traccia incerta di un profumo, seguendo i contorni tenui di una nota, rincorrendo la timida scia di un sapore, reinventando le titubanti sfumature di un colore. E in una notte densa di sospiri, gravida di gemiti, afferrerò sicura la stella che sempre più ti somiglia.