Sollevo appena le ciglia, spruzzate di lontananze imminenti, a fugare gli ultimi residui del sonno, che ripongo al fondo di un letto sfatto... La tua voce si è sciolta nei fruscii discreti delle mie inevitabili partenze, nel battito distorto di questo cuore che non sa più trovarne un altro cui accordarsi, nel frastuono languido dei ricordi che bussano scuri ad ogni mia porta.

La tua pelle sa ancora di vento e di sole e di agrumi, un profumo sottile, a tratti insinuante, eppure complesso, proprio come sono quei ricordi... Ma già il soffio dei miei sospiri, ormai senza speranza, ha spento per sempre le mille candele di cui si nutriva il mio amore: mille guizzi fulminei smaltati di arcobaleno, mille fiamme crepitanti rubate al mio fuoco, mille molecole sanguinanti disperse a caso tutt'intorno... Quante volte ho tentato di afferrare il senso, il peso, le regole, l'odore delle cose! Quante volte ho sfogliato una rosa in boccio per soffocare ogni nuova domanda! Quante volte ho conservato in un cassetto sempre troppo piccolo le copie sbiadite di quell'amore! Quante volte ho provato con l'acqua della volontà a spegnere l'incendio divampato subito dopo di te! E ancora quante volte indugerò giocando coi riccioli di brina che danzano sul mio corpo, senz'altro desiderio che di correre a scaldarmi nel viluppo ormai assente delle tue fronde...