Il suono lontano della tua voce culla il tepore della notte appena trascorsa, traboccante di stelle e di lacrime. Le parole dettate dalle tue seduzioni anticipano il tempo, per sorprenderlo infine con vitrei incastri di istanti.

Una fuggevole brezza di fiori, dagli aromi ancora da scoprire, ha sfiorato questa passione senza tempo: troppo breve la sua carezza per non sembrare un addio. Ho perso tutte le illusioni che ci appartenevano, i pensieri d'amore si sono dileguati ormai. Incastonate per troppo tempo nel cielo violetto della mia anima, piccole perle sciolte dalla malinconia rotolano ormai senza posa e senza ritorno. Invitanti i tuoi silenzi, da sgranare come melograni maturi, freddi chicchi di luna che mi crollano addosso, flebili chiarori dal buio, fragili cristalli di sogno. Impalpabili veli di desiderio, lembi di lontananze sconfinate, indolenti barlumi di lacrime dimenticate quasi per gioco nel fondo del tuo sguardo... Ho incollato il cuore al tuo ricordo, colorandolo di musiche antiche, ancestrali richiami d'amore; e paziente ho ritagliato ai margini il rimpianto, per annullare qualsiasi distanza. Un suadente, dolce, elusivo profumo che indugia nella mente, evanescenti immagini d'acqua che s'infrangono contro gli scogli del tuo nulla... Sarà, forse, perché ho deciso che la memoria non sia più offuscata dalla nebbia gelata della tua assenza, perché ho deciso di non dimenticarti, di non guarire, di lasciarti rimanere ancora un po'...