La bocca appena dischiusa, morbida e confortevole come polpa d'albicocca, avida di baci che possano finalmente strappare la vaporosa ragnatela della persuasione, ansiosa di nutrirsi delle note più cristalline come dei cibi più squisiti.

Gli occhi che mi afferrano, dolcemente reggendomi fra le ciglia come fra dita sottilissime, per parlarmi di pomeriggi d'estate bagnati di sole profumato, dalle tonalità di cipria e di malva, per raccontarmi di amori facili, di luoghi sperduti, di tenerezze anonime, di avventure intricate. Affascinata dai tuoi passi di vento sopra immensi tappeti trapunti di stelle, intuivo che le mille emozioni che t'indovinavo dentro a ogni nuovo abbraccio erano anche le mie, quelle che allora, vicino a te, non riuscivo a dire, quelle che ora, lontano da te, mi fanno gridare, quelle che via via ho appiccicato alle poesie, ai sogni, a una notte qualunque di tanto tempo fa, agli oggetti che disperatamente, indelebilmente, portano incisi il tuo nome e il tuo odore...