Ho pescato nel grande lago della memoria, in quelle acque a volte limpide, a volte torbide, e a un tratto, senza sapere come, ti ho ritrovato... Per un attimo, un solo, breve, intenso attimo, dolcemente ti ho tenuto stretto a me... Poi, altrettanto dolcemente, ho sciolto l'abbraccio, e ti

ho lasciato andar via, ancora una volta... Una lacrima nel buio, come un minuscolo fuoco d'artificio brilla nella notte... Ma io non posso vederla, mentre mi parli... Sorridi, sorrido... Le tue parole, come la pioggia di mattina mi cadono addosso leggere... Un sussurro nel silenzio come un battito d'ali mi raggiunge sottile... Ma io non posso sentirlo, mentre mi tocchi... Respiri, respiro... La carezza lieve delle dita si posa fresca sulla mia guancia, le braccia mi trascinano morbide verso un dolce vuoto... Fiduciosa mi avvicino, lo assaggio, lo faccio scivolare sulla lingua, è miele tra le mie labbra, e come miele si spande dentro di me... E ancora, fino a esserne sazia, e ancora... Ingorda e voluttuosa m'immergo nell'abbraccio, ne aspiro l'aroma intenso, quello dell'erba appena tagliata... Come una bambina affondo il viso, le mani, una capriola dopo l'altra, voglio impregnarmi, sentirlo addosso per sempre, e alla fine, esausta, ricado, morbida, su quel manto soffice... E danziamo così stretti per ore, al ritmo fluente della musica che sentiamo dentro, il succedersi pacato e complice dei nostri battiti, e a un tratto lo sento... In questa languida partitura, che sappiamo così perfetta, magica, armoniosa, in cui ci muoviamo sicuri fino a perderci del tutto, c'è qualcosa che stride, che stona... Ma è sbagliato il tempo, o il luogo, o i nostri cuori, strumenti invisibili di questa mirabile orchestra, o le ragioni nascoste del nostro cercarci, oppure siamo noi, semplicemente? Eppure sono felice... Quando il corpo e la mente, il momento e la situazione, si incastrano, accordandosi in un equilibrio perfetto... E se anche è solo un istante, mi basta per capire di esserlo... Ma perché di fronte a un sentimento tanto benevolo ci ritroviamo sempre sbadati, completamente impreparati a coglierne la pienezza, mentre ne assaporiamo così spesso l'attesa, e la mancanza, e la nostalgia?