Pezzi di cielo, briciole di vita, frutti maturi, note stonate: la magia dell'acqua e del tempo si rinnova pigra ad ogni stagione. Fiocchi di neve, torri di burro, rose bianche, storie scontate: l'incrocio dei destini e delle scelte disegna lento il suo solco.

Non basta la matematica del cuore per contare i giorni già vissuti; non basta la geometria dei sensi per misurare i percorsi già fatti. I corpi, avvinti in un violento abbandono, reclamano quiete, rugiada fresca sulle palpebre. Lui è sale sulla pelle, sabbia tra i capelli. Risvegliata dal profumo del suo vento lei si nuove al suo ritmo. Piacevolmente sfinita ora accanto a quest'uomo che un momento ha saputo stupirla, ama pensarsi già morta, così distesa, sospesa tra braccia insensibili ai suoi fremiti. Le carezze di lui le svelano, dolcissime, l'infinita tristezza del suo agire, del suo perdersi. E tu, che da lontano segui il suo rivestirsi di nulla, e ascolti il fruscio delle pagine in cui ha scritto di te... Dimentica che prima non la conoscevi, che dopo non l'hai sentita più tua. Ricorda solo l'amalgama dei corpi, la matassa delle anime, quando le hai cercato gli occhi, le dita e le labbra, quando i cuori si sono sussurrati i dubbi e le certezze, quando le hai spalmato sui seni un'essenza preziosa, quando le hai messo al dito un anello antico, che subito hai riposto nello scrigno, quando con l'acqua e le parole le hai lavato via le paure e gli errori... Per te, resterà come ti è apparsa quella notte, finché non la farai volar via...