ho chiesto a un piccolo sogno di fermarsi qui, solo per stanotte...

Ha dormito con me, adagiato tra gli effluvi dei ricordi rimasti tra le lenzuola, ed è stato così bello...

Avvolta dalla corolla dei risvegli, da quel che ho letto nei tuoi sospiri, gli ho dato un nome.

Perché sei il dettaglio mancante, il verso più impenetrabile vergato sui fogli dell'anima...

Perché non è solo l'immagine sfuocata di noi due, forse tasselli di un inutile infinito...

Ma la notte ha deciso che quel sogno sei tu, o forse l'ho deciso io.

E tu ancora a rovistarmi nella carne, dentro ore spezzate che conservano ancora il tuo odore,

le tue mani, il tocco segreto delle dita che afferrano l'esile filo dei pensieri,

e me li fanno danzare dentro come non vorrei, come da sempre sapevo, come ti aspettavo...

Dolcemente soggiogata dalla magia di averti accanto,

sentendomi tremare al tuo tocco, assaporo la lenta poesia delle dita,

ripercorro le tue righe, la tua incerta melodia che ritma i nostri istanti...

Mentre continuo ad anelare l'intreccio delle mani, l'incontro delle labbra,

le miriadi di possibilità racchiuse in quelle piccole interminabili carezze,

sento che al di là del tuo essermi lontano, mi sei rimasto incollato ai ricordi...

E mentre di nuovo nel vento si dipinge la notte, con i suoi sussurri ondulati,

mentre mi ungo la pelle di silenzi pacati, di stelle e poesie,

mi chiedo se potranno ancora goderti le mie mani, se sarai ancora musica per i miei inverni...