E di nuovo, ho voltato le spalle alla notte, arrendendomi per sempre a questa parvenza d'amore, per farmelo rotolare poco a poco sulla lingua, per lasciarmi conficcare nella testa spilli e parole, per ritrovarmi quello scuro e liquido fuoco nelle ossa.

E di nuovo, ho assecondato questa fortuita attrazione, crogiolandomi pigra fra le incognite del desiderio, per godere del gioco mutevole di un'alba tardiva fasciata d'indaco, per provare a spazzar via i misteri insoluti della perdita, per intonare i preludi più suadenti, le arie più sensuali, gli assoli più struggenti. E di nuovo, ho confuso il crepuscolo, profumato e buio, con la notte, fresca e meravigliosa. E di nuovo, mille bolle luminose, come lacrime asciugate nel vento, a rigare le guance. Di nuovo, le tue incertezze che d'un colpo mi attraversano... Di nuovo, le chiavi del tempo che un giorno ormai lontano hai smarrito...