Indescrivibili quei momenti ritagliati da una fiaba d'inverno, mistero di un eterno restare, quando rubavamo le notti attratti dalle sfumature delicate di una voglia che ci scivolava addosso.

Irripetibili quelle pause gonfie d'amore, morbide come cristalli di cera, quando vagavamo tra pezzi d'estate innaffiati d'estasi, contando i baci senza sosta. Perché sei sempre stato tu, così vicino da non poterti toccare nelle ore del sonno, piene di niente e di tutto, di assenze raccontate, di costellazioni e coincidenze. Perché rimarrà eternamente sconosciuto il profumo di te che non passa mai, finché i corpi sapranno ascoltarsi, e stravolgere il tempo, finché le dita taceranno le note più belle di una musica mai pensata prima. E giochiamo a sfiorarci, a osare un racconto che va oltre gli odori, oltre il calendario che scorre in sovrimpressione coi pensieri e le stagioni, incorniciato nei versi con cui aspetto il tuo ritorno. E vorrei saperti leggere, e canticchiare insieme a te musiche antiche, sentire che mi stai cercando da un letto lontano, due attese che s'incontrano, così piene di noi. Ma tu insegnami a trovarti nei giorni più tortuosi e lenti, a nascondermi tra le tue braccia, per stanotte soltanto...