lei, una stella stanca e solitaria che ormai non sa brillare più. Lei, un granello di sabbia rimasto chissà come tra le pieghe di un abito estivo. Lei, un piccolo animale ferito che spaventato fugge via...

Lui, una canzone struggente che il vento ha disperso, nota dopo nota, in volo. Lui, un profumo raro che troppo in fretta è evaporato, goccia a goccia, sulla pelle. Lui, un discorso che si è posato sui pensieri, giorno per giorno, stravolgendoli... Il cuore di lei, un dono prezioso, avvolto in un foglio sottile, candido e liscio, un pacchetto che mai nessuno riceverà, per scartarlo impaziente, per ammirarlo e gioirne. Il cuore di lui, palpitante di attese, eternamente prigioniero nella cavità che lo contiene, rovente di passioni, che follemente evocano un mondo di spettri. Eppure, a ripensarci, come sarebbe stato bello: i loro nomi intrecciati, incisi nel punto più vulnerabile di un tronco d'albero; l'abbraccio, quasi feroce, al mattino, tanto desiderato da togliere il sonno; i versi composti nel vortice delle carezze, da conservare gelosamente per le ore più buie. Invece, qualcuno ha deciso di divorare il loro poco tempo, lasciando a terra solo ossa e bucce e gusci e noccioli e briciole, i resti di un pasto tanto a lungo atteso, che a breve il vento, o l'acqua, o una mano pietosa, spazzerà via...