Non sapevo di aspettarti, finché, temporale improvviso dell'anima,

sei venuto a sconvolgere la mia quiete, a invadere i miei sogni.

E ora, ora che sei qui, presenza invisibile e discreta,

mi sorprendo a chiedermi com'era prima di te, come sarà dopo di te,

mentre i fili dei nostri sguardi si sfiorano complici.

Perché sei tu a guidarmi in questo inedito viaggio del caso, senza meta né ritorno,

sei tu a dettarne le regole, a stabilirne le tappe.

E i miei passi si susseguono docili, senza timore, consapevoli...

Perché tu sei il vento tiepido di una sera d'estate, il profumo prezioso della pioggia.

Sei granelli di polvere sfuggiti a una stella, sei dita umide sulla pelle umida.

Sei il melograno che un chicco dopo l'altro assaggio, sei l'aroma di mandorla che mi scalda la bocca.

E quando mi vedrai fluttuare, nuvola morbida che si lascia trasportare,

sagoma indistinta nella nebbia, saprai, saprò,

di essere arrivata, là dove il viaggio è cominciato, dove potrà continuare...